Manovre e dolori tedeschi

POPWEEK, l'economia di una settimana
01 Ottobre 2016 - 17:22
La sede di Deutsche Bank a Francoforte sul Meno, foto di Markus Bernet (CC BY-SA 2.5)

Lo stato dell'economia

 

Si è appena conclusa una settimana con gli occhi puntati sulla Germania. In primo luogo per via del vertice di Berlino – ufficialmente descritto dal portavoce della cancelliera Angela Merkel come una “riunione ordinaria” incentrata sul tema dell'industria europea – che ha visto l'Italia esclusa, a favore di un incontro a tre tra Germania, Francia e il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker. Un mini-direttorio, di fatto, che ha discusso di Brexit e della situazione generale dell'economia europea. Insomma, non esattamente una cosa da poco, anche perché l'Italia è uno dei primi Paesi manifatturieri del Vecchio Continente.

 

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Il secondo evento “tedesco” è stato invece l’intervento di Mario Draghi che mercoledì nel suo discorso al parlamento tedesco, il Bundestag, ha difeso le misure prese dalla Bce (a prezzo di svariati scontri proprio con i falchi tedeschi, va ricordato). “Hanno permesso alla Germania risparmi per 28 miliardi – ha affermato Draghi - grazie alle minori uscite per interessi. La politica monetaria intrapresa dall'istituto europeo, inoltre, non è responsabile della bassa redditività delle banche tedesche”.

Ma per il responsabile della commissione Affari Europei del parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, si tratta “di un salvataggio occulto per i Paesi che non fanno riforme”.  

 

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Ma la più rilevante serie di notizie economiche in arrivo dalla Germania lungo l’intera settimana ha riguardato una banca che era già stata più volte al centro di preoccupazioni: Deutsche Bank, uno dei primi gruppi bancari mondiali. Facendo due conti – li ha fatti Bloomberg, per l'esattezza – si è scoperto che dieci hedge fund hanno deciso di ridurre la loro esposizione nei confronti dell'istituto e ritirato quindi liquidità. L'effetto sulle Borse è stato pesantissimo. La causa della sfiducia? La multa da 14 miliardi di dollari che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha inflitto alla banca per aver speculato su titoli finanziari legati ai mutui subprime: una cifra doppia rispetto al fondo di accantonamento che l'istituto aveva preparato per far fronte alla situazione.

Poi però, venerdì, proprio mentre l’ennesimo tracollo di Deutsche Bank in borsa travolgeva i mercati, la voce che l’amministrazione statunitense sarebbe disposta a una transazione che ridurrebbe la multa a 5,4 miliardi, ha ribaltato le carte, spegnendo, o quasi, l’ondata di vendite e anzi rilanciando la banca tedesca a Wall Street. Ora si parla di altri accordi simili con altre cinque banche europee. Ma il settore resta troppo agitato. Pure troppo.

 

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Rientrando in Italia, martedì sera il governo ha approvato l'aggiornamento del Documento di economia e finanza: per il 2017, le previsioni stimano una crescita del Pil dall'1% e per quest'anno dello 0,8%. Il punto cruciale è il rapporto tra deficit e Pil, che è stato fissato al 2,4%: lo 0,4% in più è stato attribuito a due circostanze eccezionali, cioè l'emergenza migranti e il terremoto nel Centro Italia. Questo però provoca un discostamento rispetto agli accordi presi con Bruxelles, riguardo al contenimento di questo indicatore, e proprio in Commissione europea si giocherà una partita che vedrà quale interpretazione della “flessibilità” prevarrà.

 

Infine, il Governo questa settimana era impegnato anche sul fronte pensioni: dopo l'incontro con i sindacati è stato firmato un documento che, riassume Il Post, prevede lo stanziamento di sei miliardi per i prossimi tre anni destinati a:

  • l'introduzione dell'Anticipo pensionistico per chi ha più di 63 anni, grazie a un prestito bancario da rimborsare entro 20 anni;
  • estendere la no tax area per i pensionati sopra i 74 anni e con un reddito lordo di 8.125 euro all'anno;
  • all'incremento dei beneficiari della quattordicesima, oltre a un aumento dell'assegno di circa il 30%;
  • al cumulo gratuito dei contributi maturati sotto diverse gestioni;
  • introdurre la possibilità per i lavoratori precoci di andare in pensione a 62 anni, senza subire penalizzazioni.

Detto questo, bisognerà aspettare la legge di Stabilità per capire esattamente come queste misure saranno realizzate, sindacati permettendo, dato che l'accordo è stato raggiunto in linea di massima, ma la segretaria della Cgil Susanna Camusso, per esempio, ha detto che “nessuno accetterà di pagare per smettere di lavorare”.

 

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L'Opec ha finalmente trovato un accordo e ha annunciato che taglierà la produzione del petrolio per favorire l'aumento dei prezzi. La mediazione trovata tra l'Arabia Saudita, che sosteneva il taglio, e l'Iran, che fresco di cancellazione delle sanzioni era di altro avviso, però si realizzerà in tempi lunghi: il piano per ridurre l'eccesso di produzione sarà elaborato non prima di novembre e, soprattutto, occorrerà che la domanda globale cresca nuovamente per poter garantire un prezzo di vendita più alto.

 

 

Oltre lo specchio

Sempre a proposito di banche, gli istituti europei sono in “una situazione molto fragile e non è saggio investirci”. Questa lapidaria considerazione è stata fatta da Tidjane Thiam, amministratore delegato di Credit Suisse. Le cause sono legate soprattutto alle modifiche sulla regolamentazione del settore creditizio e alle multe, conseguenza dei comportamenti poco etici e trasparenti che hanno portato poi molti istituti alla rovina negli anni tra il 2007 e il 2008. Pesa, però, anche il fatto che i tassi negativi rendano più difficile il processo di ristrutturazione di molti istituti.

 

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Una volta tanto, sembra che il Parlamento italiano sia riuscito a fare (velocemente) una buona legge: è quella che, scrive il Corriere della Sera, permette ad aziende e ristoranti di regalare il cibo avanzato, con poche formalità burocratiche. La legge è semisconosciuta ed è entrata in vigore il 14 settembre e chi aderisce può avere uno sconto sulla tassa rifiuti. La norma è opera di Maria Chiara Gadda, deputata Pd di 36 anni che, armata della sua laurea in ingegneria gestionale, ha girato l'Italia per un anno per studiare quale potesse essere il sistema migliore. Onore al merito, lasciatecelo dire.

 

Bonus track

§ Conoscere le lingue straniere, è utile. Sì, ok, è risaputo: Quartz però ha calcolato anche quanto conoscere una lingua o un'altra può incidere sullo stipendio di un lavoratore a Londra. In testa, tedesco, arabo e francese. L'italiano è ottavo ma, udite udite, è subito prima del cinese mandarino. 

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